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L'embrione
del Forumolimpia Team è nato nella gloriosa notte del 2
dicembre 2005 a S. Colombano, in occasione della prima volta
in cui quel gruppo di amici che si trovava a fare due tiri al
playground di Via Gattamelata, giocava insieme contro un'altra
squadra. Tante persone sono andate e venute da allora, e se la
memoria non m'inganna, soltanto uno tra i giocatori a roster
in quest'ultima partita disputata ha preso parte a quell'amichevole.
Ciò che non è mai cambiato, almeno negli intendimenti, non
sempre, purtroppo, nella pratica, è lo spirito che ha animato
ed ancora anima quest'avventura, ovvero far parte della
squadra per divertirsi e aiutarsi l'un l’altro a fare una cosa
che piace a tutti. L'importante è non leggere il "divertirsi"
come "fregarsene del risultato", anzi, la vittoria conta
eccome, ma nel senso buon dell'espressione, ovvero che per
ottenerla è necessario mettere la giusta dose di agonismo ma
con la mente rivolta solo ad aiutare i compagni ed a
concentrarsi su cosa sia meglio fare per arrivare al risultato
positivo, non invece ad arrabbiarsi se le cose non vanno come
si vorrebbe, creando così il clima sbagliato.
L'introduzione serve a dire che questa vittoria è pervasa
all'ennesima potenza dal suddetto spirito. Per 40 minuti il
FOT ha dato prova di grinta, concentrazione e spirito di
squadra, e giocatori ed allenatore hanno sempre mostrato di
credere in sé stessi e in tutti gli altri che lottavano al
proprio fianco vestiti di biancorosso. Certo, la correttezza
degli avversari e la sostanzialmente buona prova dell'arbitro
hanno aiutato a far sì che la voglia di vincere venisse
concretizzata nel modo più corretto possibile, e dobbiamo
quindi essere grati anche ai giocatori in divisa verde ed al
direttore di gara se questa è stata una serata di grande
basket, magari non dal punto di vista tecnico, ma senz'altro
da quello delle emozioni che questo gioco meraviglioso sa
regalare, se interpretato così com'è stato fatto da tutti i
protagonisti.
Il FOT ha vinto perché, quando gli avversari hanno preso un
margine un pochino più consistente del solito, ha stretto le
maglie difensive ed ha saputo trasformare in ottimi canestri
in transizione le palle recuperate. La pressione esercitata
nella propria metacampo negli ultimi 6 minuti da parte dei
biancorossi, prima con una difesa a uomo e poi con
un'intelligentissima box and one, è stata letale, e le rapide
ripartenze conseguenti ai recuperi sono diventate tutto ad un
tratto incontenibili. Tra l'altro la box and one ha portato
alla mente di chi segue questa squadra dall'inizio la mitica
vittoria di Bollate nel primaverile PGS del 2006, perché anche
lì una delle idee vincenti fu il mettere in campo questo tipo
di difesa quando tutto sembrava perduto.
La partita
ha visto un vero e proprio tourbillon di situazioni tattiche,
scelte difensive ed offensive ed efficacia delle stesse. Si
sono viste difese a uomo ed a zona da entrambe le parti, ci
sono stati momenti in cui si attaccava solo a difesa schierata
ed altri nei quali invece il gioco in velocità sembrava essere
un imperativo categorico; i due attacchi sono apparsi bloccati
per interi minuti, poi, per un tempo altrettanto lungo,
arrivava un canestro ad ogni azione.
All'inizio noi partiamo con la consueta zona, mentre loro
difendono a uomo. La scelta avversaria non si rivela
felicissima, perché nessuno dei loro giocatori ha le qualità
difensive per tenere il primo passo dei nostri, così i primi 5
attacchi vanno a segno con altrettante penetrazioni.
Dall'altra parte la nostra zona si adegua sempre bene e non
concede mai tiri facili, ciononostante alcuni canestri
arrivano e permettono agli avversari di non perdere contatto.
Dopodiché i verdi iniziano a colpire da 3 punti con una certa
regolarità, passando così in vantaggio e costringendo coach
Bob a chiamare la difesa a uomo, per tentare di porre un freno
al bombardamento dall'arco. All'inizio del secondo quarto loro
si mettono a zona, proprio per evitare le continue
penetrazioni, ed il nostro attacco subisce questo cambio di
difesa. Il FOT però qui ha un grande merito, cioè quello di
non mollare mai in difesa e far sì che, nonostante la scarsa
lucidità offensiva nel leggere le situazioni e anche
nell'esecuzione dei tiri, il vantaggio avversario non assuma
mai proporzioni preoccupanti. Ci sono anche momenti in cui
alcune nostre fiammate ci portano momentaneamente in parità,
ma sono sempre seguiti da nuovi piccoli vantaggi avversari.
Si arriva così all'ultimo quarto, nel quale, per la prima
volta, il nostro svantaggio arriva a toccare gli 8 punti. Con
grande fatica riusciamo a portarci a -5, ma subito l'ennesima
bomba rimette 8 punti di distacco tra le due squadre. Potrebbe
essere il canestro che demolisce le nostre velleità, ma chi è
in campo ed in panchina la pensa diversamente, ed assistiamo
così al finale già descritto, nel quale improvvisamente il FOT
ha il vento in poppa, ma non per caso, bensì perché è stato
bravo a procurarselo. Una rimonta davvero travolgente, a cui
gli avversari devono per forza inchinarsi.
Adesso la cosa più importante è non commettere l'errore di
adagiarsi su questa prestazione, ma far tesoro
dell'atteggiamento mentale che l'ha causata e cercare di
mantenerlo entrando in campo le prossime volte.
Appuntamento a venerdì 14!
by Barto
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